martedì 22 gennaio 2008

Coriandoli

I più religiosi ricorderanno che il 21 febbraio 2007 era Mercoledì delle Ceneri: e mai come allora digiuno, astinenza, preghiera ed elemosina dettero il proprio frutto, stante che i dissidenti Rossi e Turigliatto votarono contro la politica estera di D’Alema e Prodi fu costretto a rassegnare le dimissioni. Indipendentemente dalla disciplina partitica di Napolitano (mica è un difetto, sia chiaro) e dal tradimento di Follini (che invece lo è), il dato di fatto risultò essere che il Mercoledì delle Ceneri apriva la Quaresima e segnava l’inizio di una Via Crucis, con Prodi che cade per la prima volta.

Karl Marx sosteneva che la storia è tragedia quando accade e farsa quando si ripete (ne fu conferma lui stesso, Marx tragico al quale succedettero dei Marx comici, Groucho e i suoi fratelli). Pertanto quando il card. Bagnasco, ieri pomeriggio, ha ritratto un’Italia sbrindellata, un Paese “ridotto in coriandoli”, probabilmente avanzava un implicito riferimento al parallelo sghembo fra l’anno scorso e questo: ossia che la caduta di Prodi nel 2007 segnava l’inizio di una lunghissima e travagliata Quaresima, mentre quella aperta ieri sera da Mastella è – calendario alla mano – la crisi di Carnevale.

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