martedì 29 gennaio 2008

E pensate

Pensate se stamattina il Quirinale non riuscisse a scovare una qualsiasi sintesi fra le posizioni di PD e Forza Italia, i due effettivi competitors della democrazia italiana. Pensate se gira e rigira Napolitano non fosse in grado di attaccare il ciuccio dove vuole il padrone coi baffi. Pensate se oggi pomeriggio Cossiga sparigliasse e se n’uscisse con l’idea che, invece di sciogliere le camere, sarebbe bene sciogliere direttamente il Capo dello Stato. Pensate se il ritrito buon senso di Ciampi risultasse troppo fioco e restasse inascoltato. Pensate se venisse conferito un mandato esplorativo a Marini e se Marini finisse peggio degli esploratori bolliti in pentola dai cannibali. Pensate se Amato azzardasse un governo della non sfiducia che, al primo passaggio in Parlamento, si trasformasse immediatamente in un governo della non fiducia. Pensate se con le lacrime agli occhi i difensori della Costituzione a intermittenza si vedessero squagliare dinanzi le Camere. Pensate se si andasse a votare e se, come alternanza vuole, vincesse l’opposizione. Pensate se la rimonta che Veltroni minaccia sin d’ora si risolvesse con ogni verosimiglianza in una loffetta. Pensate se la legge elettorale che non garantisce la governabilità garantisse venti, trenta, quaranta senatori di margine al centrodestra di governo. Pensate se Berlusconi si facesse nuovamente prendere dal furore sacro di fare, disfare, formare, riformare, nominare nel giro di cento giorni scarsi. Pensate a tutto ciò: per quanto possano essere troppe variabili impazzite, per quanto questo si possa risolvere in una martingala incontrollabile, per quanto con condizionali e congiuntivi la storia non si faccia – pensate che enorme cazzata avrebbe fatto Marco Follini a passare da qui a lì.

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