mercoledì 30 aprile 2008

Un amico in Parlamento

...Nirenstein, Nizzi, Nola...

Ora, a parte che il presidente temporaneo della Camera, Pierluigi Castagnetti, ha pronunziato dapprima "Nirenstèin" così come si legge, poi s'è corretto a metà biascicando "-stàin" rimontando di fatto alla tradizionale disputa fra Gene Wilder e Marty Feldman in Frankestein Junior ("Frankenstàin?" "Frankenstìn!"), il primo motivo per cui sto controllando con l'occhio sinistro la seduta mattutina di Montecitorio è seguire il primo giorno da onorevole di Carlo Nola, eletto del PdL nella circoscrizione Lombardia 3.

Carlo Nola ha 48 anni, è avvocato e vive a Pavia. È stato segretario del locale Fronte della Gioventù negli anni in cui a destra c'era la porta stretta, e non gli ampi portali che si aprono oggidì. È stato segretario provinciale del Movimento Sociale Italiano, e ha guidato la sezione di Pavia traghettandola in Alleanza Nazionale. L'ho conosciuto qualche anno fa nella sede di AN, quando io ero studente e lui consigliere regionale. Fino a ieri era assessore provinciale ai trasporti.

La domenica dopo le elezioni mi ha incrociato in Piazza della Vittoria e mi si è fatto incontro ("Posso salutare il mio scrittore preferito?"). Poi mi ha detto che gli toccava andare a Roma. C'è forse un moderato scetticismo nei confronti delle persone che si conoscono, tale che pur sapendo che era candidato alla Camera non m'ero posto il problema che venisse eletto; non per scarsa fiducia nelle sue capacità e nella sua passione, figuriamoci: banalmente perché m'era entrata in testa la silenziosa convinzione che il Parlamento restasse comunque inaccessibile all'esperienza comune, concreta, mia e sua. Il suo posto in lista non era d'avanguardia. Non avevo considerato però che i capilista erano Berlusconi e Fini in Lombardia 3 così come in tutta Italia, e che quindi avrebbero verosimilmente optato entrambi per altri lidi (Berlusconi per il Molise, Fini non lo so). Risultato: oggi, non ieri, è il primo giorno di Carlo Nola, onorevole ripescato.

Soprattutto, non avevo considerato che la distanza della politica dai cittadini (e/o viceversa) è in realtà una cretinata. La politica è fatta di persone concrete che ricoprono incarichi di governo a livello comunale, provinciale, regionale e nazionale ma che - come tutti i comuni mortali - portano il proprio corpo a spasso sugli stessi marciapiedi che calpestiamo noialtri, professionisti o impiegati, disoccupati o scrittori preferiti. Quella che il presidente provvisorio della Camera ha chiamato all'appello dopo Nirenstein e Nizzi è la stessa identica persona alla quale ho stretto ogni volta la mano, con la quale ho chiacchierato mentre andavo a fare la spesa e alla quale ho spedito cartoline dall'Inghilterra. Che oggi io lo veda non dal vivo al bar in piazza della Vittoria ma attraverso una diretta televisiva non me lo rende più distante: anzi, a vederlo così conservo la serena consapevolezza che, votando per il Presidente della Camera, scrivendo sulla sua scheda "Gianfranco Fini", l'abbia fatto un po' anche per me, e non posso che ringraziarlo.

Intanto séguita la conta: ...Tremaglia, Tremonti, Tullo...

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