giovedì 4 settembre 2008

Letterine letterarie (seconda passata)

[Con estrema modestia devo riconoscere che il genere delle Letterine Letterarie non è stato inventato da me, ma ha numerosi precedenti nella varia letteratura degli ultimi tre secoli. Io mi sono limitato a renderlo perfetto un paio d’anni fa per mezzo di trentanove interventi (che potete leggere in massa cliccando qui) sul blog della rivista Ore Piccole, quando ancora qualcuno, cioè io, scriveva qualcosa sul blog della rivista Ore Piccole. È tempo di rinverdire questa tradizione: a cominciare da oggi, e a scadenza periodica, scegliendo fra le varie lettere che ricevo risponderò pubblicamente alle migliori di esse, per lo più scritte da me.]


Caro Gurrado,
poiché da quel che scrivi traspare evidente che saresti un ottimo predicatore (benché petulante da far spavento) ma che al contempo hai qualche problema col voto di castità (ma non di povertà e obbedienza, a quanto pare). Ti offro una soluzione: perché non ti fai pastore protestante?
Irene

Perché, fra una cosa e l’altra, i protestanti sono eretici. E poi ci vuole un bel coraggio ad aderire a una religione inventata da un Tedesco, ragion per cui potrei solamente farmi anglicano. Ma l’anglicanesimo è un contenitore vuoto: si è visto nella recente conferenza di Lambeth il sinodo che ha visto partecipare molti meno vescovi di quanti Rowan Williams ne avesse invitati e durante il quale si è discusso soprattutto del permesso di far sposare i preti anglicani con altri uomini, eventualmente preti pure loro. A questo punto, meglio il voto di castità: il protestantesimo avrà il vantaggio di non contemplarlo, ma è pure una religione senza Madonna: nello scambio decisamente ci perde.

Illustre dott. Gurrado,
mi sento ferita nella mia coscienza di donna…
Lisa

Gentile lettrice, la interrompo giusto all’inizio del suo prezioso intervento per metterla al corrente che le sue gradite proteste sono viziate a priori dal non aver letto un impegnativo e ambizioso volume che, invero, non ho letto neanche io, con la differenza che io non ne avrò mai bisogno. In compenso ho avuto modo di guardarne la copertina, che qui riproduco a suo beneficio, e di ricordarne il titolo e il nome dell’autore: Dante Moore, The Re-education of the female (se Silvia Vegetti Finzi lo permetterà, prima o poi verrà tradotto anche in Italiano). In questo volume, il cui acquisto le consiglio senz’altro, troverà concentrate idee ragionevoli che oggi appaiono rivoluzionarie e provocatorie perché cadute in disuso: come quella, la cito a titolo d’esempio, che le donne meglio farebbero a mantenersi snelle, a essere carine, a vestirsi bene, a curarsi insomma e a lavarsi addirittura. Per completezza d’informazione mi sento in obbligo di segnalarle che la dott. Gilda Carle, femminista statunitense di chiara fama, ha protestato che le teorie del Moore non hanno alcun valore scientifico perché questi (cito) “non ha mai trovato la donna giusta, non si è mai innamorato”. Converrà che è come riconoscere che il manuale di psichiatria del Kaplan non ha alcun valore scientifico perché l’autore non è mai impazzito. Tuttavia si consoli: una rapida ricerca iconografica ha confermato che la dott. Gilda Carle, la cui foto non riproduco a universale beneficio, è oltremodo brutta, ma si crede bellissima.

Onorevole Gurrado,
il Governo appare sempre più distaccato dal comune sentire; per fortuna Veltroni ha il polso della situazione.
Peppe

Veltroni avrà il polso della situazione ma non ha quello della divisione fra i poteri dello Stato: c’è il potere legislativo (ossia Governo e Parlamento) che emana le leggi contro la violenza dentro e fuori dagli stadi, il potere esecutivo (ossia la polizia) che arresta cinque vandali fra i turbolenti tifosi del Napoli e il potere giudiziario (ossia la magistratura) che li scarcera ventiquattr’ore dopo. Avessi soldi, provvederei a far pervenire a Veltroni una pregevole edizione Bur de Lo Spirito delle Leggi di Montesquieu. Se non ha tempo di leggerlo, può farselo ridurre e sceneggiare da Vincenzo Cerami.

Dear Gurrado,
come osi dire che Barack Obama è invotabile perché ha ascendenze musulmane? Di questo passo finirai per sostenere che sia invotabile perché – come dici tu – negro.
Hillary Clinton

Non ho mai detto questo. Barack Hussein Obama è invotabile perché democratico.

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