venerdì 21 maggio 2010

Tommaseide, parte quinta. La prossima volta che un sedicente laico (e come tale ignorante, perché laico significa cattolico senza ordine sacro, non ateo rompicoglioni) viene da voi e inizia a dirvi che i sacerdoti sono pedofili, il Papa è retrogrado, la Sindone è un asciugamano e il cattolicesimo ha fatto solo danni, zittitelo leggendogli questo passo di Niccolò Tommaseo, l’autore più sottovalutato da chi non lo ha mai letto. Scrive chiaro e tondo in Fede e bellezza: “Togliete da codesto cumulo di bellezze la religione, che resta? I più di questi che ammiriamo son quadri rubati alle chiese: e sui profani anch’essi la luce religiosa si rifletté e si rifranse. Chiamate pure superstizione il sentimento che ispirò tanti ingegni, fiore dell’umanità. Qual miracolo maggiore di questo, che quella che voi dite stoltezza abbia generate sì splendide meraviglie?”

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