giovedì 26 agosto 2010

Mi dicono dall’Italia che, beato me, io sono a Oxford per la carriera. Mi dicono pure che in Italia c’è un clima da non sopportare: trenta, quaranta, cinquanta gradi di canicola opprimente; beato me che sono a Oxford dove per miracolo è già autunno inoltrato, dove piove forte da due giorni ininterrotti e ci vuole il maglione pesante. Io, va bene, a Oxford ci resto e magari cerco pure di far carriera; ma se putacaso non riesco, se putacaso finito quest’altro anno accademico mi ritrovo punto e a capo, se putacaso domani muoio investito da una carovana di ippopotami, chi me lo ridà il caldo, chi me lo ridà il sole, chi me la ridà l’estate?

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