giovedì 2 settembre 2010

Carlodosseide, parte prima. Dovete sposarvi? Vuole presentarvi i genitori? È sconosciuta ma vi sorride in metropolitana? Prima di fare qualsiasi mossa mandate a memoria questa lettera che Carlo Dossi disperato spedì all’amico Gigi Perelli nel 1873: “O che le donne sono tutte furfanti o che le furfanti capitano proprio a me o che mi diventano tali, a contatto, non dico della bontà, ma della dabbenaggine mia. Dopo la Ester, splendida oca, malvagia per cretinismo, ecco l’Amelia, la ragazza pulita, che studia l’amore sull’abaco, e volendo accasarsi, cerca prima del cuore, la casa, anzi le case, e dopo lei, una serva, l’Erminia, che imbandisce ai padroni gli avanzi della cucina e fà la ritrosa agli abbracci ma non ai ventagli e alle sciarpe”. La prossima volta che vi propongono una quota rosa, pensate a quante Ester quante Amelie e quante Erminie possano finirci dentro.

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