mercoledì 8 settembre 2010

Si può giudicare la vita di un uomo dal titolo della sua autobiografia? Proviamo. Bisogna riconoscere che Laurent Fignon è stato una persona molto più interessante di Tony Blair: questi ha intitolato la propria autobiografia A Journey (“un viaggio”: nemmeno “il viaggio”, com’era stato anticipato; gli è improvvisamente venuta la smania dell’understatement sugli articoli), quegli invece l’aveva intitolata Nous étions jeunes et insouciants, “eravamo giovani e incoscienti”. La cosa divertente, se ce n’è una, è che essendo stati rispettivamente un ciclista e il leader del New Labour avrebbero fatto meglio a scambiarsi i titoli.

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