venerdì 15 ottobre 2010

Né mi stupirei che si possa fare libera conversazione con le prostitute (quand'anche esse risultassero negre francesi abbonate a La Difesa Della Razza). Perché non si dovrebbe? Non so con voi, ma con me attaccano discorso loro, sarà perché sono meno laido del cliente standard sarà perché viaggiando per lavoro giro spesso da solo. L'unica variante è a San Pietroburgo, dove le medesime non si palesano in strada (fa troppo freddo, loro diventerbbero stalagmiti e San Pietroburgo diventerebbe Pompei) ma mandano dei compari agli angoli di alcune traverse della Prospettiva Nevskij; tuttavia nemeno costoro riescono a star fermi ragion per cui, dopo aver provato a saltellare e a strofinarsi i palmi sui quadricipiti, cambiano strategia e iniziano a camminare su e giù per l'isolato, affiancando di volta in volta il passante che ritengono plausibile cliente - così che, nei miei quattro giorni petroburghesi di raccoglimento e silenzio (avete provato mai a parlare in cirillico?) l'unica parola che mi fosse stata rivolta consisteva in un'occhieggiante: "Russian girl: nice sex!" (Ora che ci penso, oggi queste mie candide pagine inesistenti avranno un'impennata di accessi grazie a coloro che abitualmente cercano su google le quattro summenzionate parolette). A Parigi le cose sono più delicate: domenica mattina, mentre passavo da Les Halles deserte con un libro sotto braccio, una m'è saltata pressoché al collo con la scusa di chiedermi cosa leggessi. Quando ha visto che era Stendhal, mi ha lasciato andare libero. Sarà che viaggio sempre da solo ma per principio due chiacchiere innocenti io non le nego a nessuno. Appurato che la prostituzione non è reato (a differenza dell'evasione fiscale, tanto per dire), la principale differenza è che loro vengono pagate per aprire le cosce mentre io per soldi accetto di scrivere in inglese saggetti che in italiano sarebbero ben meno incomprensibili e bolsi. Stiamo tutti sulla stessa barca, che peraltro affonda; e prima di giudicare ripeterei cento volte uno stornello ereditato da Giuseppe Gioachino Belli: "Ffior de limone / si Ccristo nun perdona a le puttane, / er paradiso lo pò ddà a piggione".

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