venerdì 29 ottobre 2010

Stendhaliana, parte quinta. Stendhal, Stendhal, perdonami: avevo frainteso e ti avevo sottovalutato, invece tu mi hai dimostrato di avere capito tutto dell’Italia (nonostante ti sia incaponito a intitolare Rome, Naples et Florence un libro che parla per lo più di Milano) nel momento in cui sei andato in una bisca e hai assistito a questa scena che riporto in francese per miglior effetto, e chi non capisce s’attacca: “Le parterre impatienté criait: «Zitti! zitti!», et la loge n’étant qu’au second rang, le spectacle était en quelque sorte interrompu. «Va a farti buzzarare!» criait lun des joeurs. «Ti te sei un gran cojononon!» répondait l’autre en lui faisant des yeux furibonds et criant à tue-tête”. E ora vorrei tanto concludere con una considerazione salace su certe faccende che non cambiano mai, nemmeno a due secoli di distanza, nemmeno con l’unificazione, nemmeno con la costituzione; ma la tua maestria nell’individuare al volo il nostro spirito nazionale mi lascia senza niente da aggiungere e mi fa restare zitto e incerto come un cojononon.

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