lunedì 22 novembre 2010

Signora Mara Carfagna, coi soldi delle mie tasse hai finanziato la capillare campagna “eterosessuale/omosessuale/non importa” che, oltre a essere indifferentista e come tale mendace, era completamente inutile in quanto il luogo comune che veicola già gronda da ogni talk show, da ogni fiction, da ogni espressione benpensante della cultura più mediocre; e inoltre era anche dannosa perché io avrei voluto vedere i miei stessi soldi utilizzati in favore delle pari opportunità dei disabili o dei figli innocenti dei carcerati, tanto per citare due questioni che mi sembrano più pressanti del libero utilizzo dei propri buchi. Poi, non contenta, ti sei erta a barriera fra ciascun uomo e le innumerevoli signorine che lo circondano inventando lo stalking, un reato americano che consente anzi raccomanda l’egocentrismo più impunito e la troiaggine isterica, aggiungendo un nuovo tassello alla già avanzata campagna di sterilizzazione dell’Italia (diceva un giudice inglese che senza molestie sessuali non ci sarebbero bambini). Nella storia della repubblica non sarai catalogata alla voce “grave perdita”.

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