mercoledì 8 dicembre 2010

Critici letterari convinti che non serva leggere un libro per recensirlo, devo sconfessarvi a malincuore: in realtà per recensire un libro non serve nemmeno saper leggere. L’altro giorno, alla Nuova Libreria il Delfino di Pavia, la figlia del libraio (quattordici mesi d’età) dopo essere stata estratta dal passeggino ha camminato sicura verso una pila di libri, ha accarezzato il faccione di Tony Blair sulla copertina della sua autobiografia, quindi improvvisamente s’è scurita in volto, ha iniziato a strillare e afferrato un altro libro lo ha scagliato a terra come il più incazzato dei Mosè con le tavole della legge di fronte al vitello d’oro. Giusto per curiosità, siamo andati a controllare di cosa si trattasse. Era per caso l’Alfabeto pirandelliano di Sciascia? Era mica la trilogia di Zuckerman di Philip Roth? Era l’ultimo libro del Papa? Macché: era L’Italia de noantri: come siamo diventati tutti meridionali, di Aldo Cazzullo.

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