mercoledì 22 dicembre 2010

Gli studenti che con la consueta lucidità hanno inchiodato Ignazio La Russa alle proprie responsabilità riguardo alla riforma universitaria, responsabilità innegabili trattandosi del ministro della difesa, e che per spiegarsi in maniera più eloquente hanno scaricato una caterva di letame davanti alla sua villa di Catania, ma hanno sbagliato casa come l’arcangelo Gabriele (e il cherubino che crea l’atmosfera) di Troisi Arena e Decaro, mi hanno ricordato un aneddoto risalente a una decina di anni fa, quand’ero del 33% più giovane di adesso. Voi sapete che a Pavia c’è un solo Collegio, no? Allora, all’alba del web 2.0 gli studenti di detto Collegio avevano magnanimamente deciso di accorrere in aiuto degli allievi di un noto seminario locale, l’allegro convitto borromeo, fabbricando per loro il sito www.borromeo.it, comprensivo di tutte le informazioni più utili, ivi inclusi i temi per l’ammissione al convitto negli anni precedenti (fra i quali “La mutina: una consonante piena di insidie”). Gli allievi dell’allegro convitto, per un imprevisto malinteso, non avevano gradito il favore offerto dagli alunni di detto Collegio (i quali nel frattempo avevano non solo fatto stampare migliaia di locandine, affisse in tutta Pavia, con l’indirizzo del nuovo sito, ma anche delle magliette con la scritta “una figura di merda è per sempre”) e avevano reagito scaricando, con mossa in netto anticipo sui tempi, una caterva di letame sulle scalinate di detto Collegio. Interrogato dalla stampa locale riguardo al gesto degli allegri convittori borromaici, il Rettore del Collegio aveva commentato parafrasando d’Annunzio: “Io sono quel che ho donato”; frase che oggi torna prepotentemente d’attualità.

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