venerdì 28 gennaio 2011

Colgo l’occasione per rimpiangere il tempo in cui al venerdì, su queste stesse pagine virtuali, curavo una rubrichetta di letterine letterarie, in cui rispondevo alle mail che via via mi venivano spedite dagli amici, dai lettori e una volta perfino dal Papa. Se l’avessi ancora, oggi potrei rispondere a un mio giovane informatore di Montebelluna che racconta di avere indugiato di fronte ai manichini di un negozio di intimo sexy prima di avere un sussulto notando come, di fianco alla vetrina, un settantenne indugiava con la medesima passione di fronte alle epigrafi, dialetto veneto per gli annunci mortuari affissi sui muri. La domanda è questa: quando arriva il giorno in cui si smette di guardare l’intimo per iniziare a controllare chi è morto? La risposta non la so ancora, per fortuna. Però mi sono ricordato che a Modena c’è un negozio di intimo sexy in Corso Canalchiaro, esattamente di fronte alle Edizioni Paoline; me lo ricordo perché le frequentavo spesso. Mi sono anche reso conto che a Oxford non ci sono né annunci mortuari né librerie sacre, ed ecco perché qui i negozi di intimo non m’interessano più di tanto.

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