venerdì 21 gennaio 2011

Facciamo come la tv, che ha successo solo e soltanto perché parla continuamente di sé stessa; parliamo autoreferenzialmente di questo blog così che brilli della propria stessa luce riflessa. Allora, ieri mattina sveglia alle sei. Doccia, barba e colazione. Alle sette meno venti mi metto a scrivere. Aggiorno questo benedetto blog. Poi scrivo un articolo per un giornale. Poi aggiorno Quasi Rete con pezzi altrui. Poi, sempre per Quasi Rete, scrivo un pezzo mio. Dopo di che, quando le tenebre si diradano, vado in ufficio e alle nove e un minuto sono sulla mia scrivania. Compongo una dietro l’altra note a pie’ di pagina a un’opera di Voltaire: scrivo sulle differenze fra culto di Omar e culto di Alì, sull’evenienza che il Deuteronomio sia stato originariamente inciso su dei lastroni di pietra, sul divieto di leggere l’inizio della Genesi prima dei venticinque anni, sul tempo necessario a fondere un vitello d’oro; cito il Dictionaire historique et critique di Pierre Bayle e il Commentaire littéral sur tous les livres de l’Ancien et du Nouveau Testament di Augustin Calmet. Vado a prendere un panino e lo mangio leggendo il Guardian alla ricerca di spunti per futuri articoli su questa discutibile isoletta. Torno alla mia scrivania e ricomincio con le note a pie’ di pagina: scrivo sulle difformità fra le genealogie di Gesù date da Matteo e Luca, su Giulio III che nomina cardinale il suo porta-scimmia diciottenne, sui gesuiti Nicolas Trigault e Joachim Bouvet che andarono a tentare di evangelizzare la Cina e sulla tendenza di Malebranche a esagerare un po’ tutto; cito le Antiquitates Judaicae di Giuseppe Flavio e The Devine Legation of Moses Demonstrated di William Warburton. A lavoro completato, conto stremato le note notando che sono 103. Dopo di che, quando le tenebre sono già abbondantemente calate, torno a casa e alle sei e un quarto sto rimettendo in ordine la stanza. Mi resta ancora da iniziare a leggere La pelle di Curzio Malaparte e da trovare il tempo, oltre che per la cena, per Milan-Bari, che non so nemmeno come sia finita visto che non sono nemmeno libero di guardare Rai3 se non da internet e a un certo punto la connessione è saltata in maniera irrimediabile, facendomi almeno provvidenzialmente andare a letto con Malaparte fino alle undici e mezza, quando le palpebre non restavano su nemmeno infilandoci degli stecchini. In tutto ciò mi è stato detto che non rispondo mai ai commenti dei lettori di questo blog. Non riferisco la mia controrisposta.

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