mercoledì 26 gennaio 2011

Finalmente, finalmente una bella notizia. Ieri, stanco al termine della giornata lavorativa, apro il sito del Corriere e leggo: “Savio pubblicherà con Feltrinelli”. Per quanto non sia direttamente coinvolto, è per me una grande soddisfazione apprendere che la casa editrice del Giaguaro s’è alfine decisa a pubblicare Francesco Savio, classe 1974, autore di Mio padre era bellissimo per i tipi di Pequod Italic ed estensore della rubrica dei posticipi su Quasi Rete (ma mi dicono che anche l’estensore degli anticipi è bravino, per quanto più incostante). Mi sembra che, decidendo di pubblicare Savio, Feltrinelli faccia alfine giustizia nei confronti di un buon autore dalle ottime prospettive, il giovane Walden della leonessa d’Italia, che nei momenti migliori ricorda un Malaparte svagato e che per la stessa Feltrinelli – libreria prima e casa editrice poi – ha lavorato per anni. Evviva. Ed evviva anche per il Corriere, che smette alfine di prendere in considerazione solo gli scrittori che vanno in televisione, anzi più radicalmente smette di considerare scrittore solo chi va in televisione e, intuendo con fiuto giornalistico d’antan che dietro l’acquisizione dei diritti di Savio si cela in prospettiva un grosso affare per Feltrinelli (e nessuno faccia ironie sul grosso affare, che di questi tempi va di moda: mi riferisco a una proficua collaborazione quale fu quella fra il Giaguaro e Bianciardi, che portò come tutti sanno a un netto miglioramento della produzione feltrinellesca, alla pubblicazione sicura di tutta l’opera del Bianciardone, alla gloria – nevvero? – di uno splendido Meridiano Mondadori nonché a un fitto commercio di cappotti), ne dà notizia in pompa magna in largo anticipo sui futuri benefici. Non sto più nella pelle e contatto Savio per complimentarmi. Lui mi fa notare che sul sito del Corriere c’è scritto “Saviano”.

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