martedì 4 gennaio 2011

Il secondo proposito neo-Risorgimentale per il 2011 sta nel voler finalmente riempire il vuoto bianco che s’è creato al centro del vessillo nazionale dopo il referendum del 1946. Prima avevamo lo stemma sabaudo; poi, fatta la gran riforma repubblicana, non è rimasto più niente. (Viene a mente la vignetta di Guareschi intitolata alla ricostruzione, in cui si mostrava nella prima parte un palazzo diroccato con la scritta “Regie poste e telegrafi”, nella seconda un gran lavorio d’impalcature, e nella terza lo stesso palazzo con la scritta “poste e telegrafi”). La bandiera dei tre colori sarà sempre stata la più bella, e noi volevamo sempre quella per goder la libertà, però a parer mio troppa libertà stona e dopo avere agitato per cinquantacinque anni un tricolore senza niente in mezzo si finisce per avere la stessa impressione di quei sogni in cui ci si accorge all’improvviso di star passeggiando in mutande per Via del Corso. Da cinquantacinque anni siamo il paese che trasforma in tradizione istituzionale il compromesso con la mediocrità: esempio preclaro è stato quando, pur di non fare una legge che andasse in un senso o nell’altro, pur di impedire al governo di varare una legge senza prima farla discutere da due camere e farla controfirmare dall’inquilino del Quirinale, s’è lasciata morire Eluana Englaro. Ora che riceviamo la notizia degli attacchi ai cristiani d’Egitto, a furia di cavilli e di distinguo e di politically correct stiamo riuscendo a trasformare il giusto moto d’indignazione e di schifo contro una responsabilità oggettiva in un vago desiderio di generica protezione delle minoranze, ohibò, musulmane. Come s’era risvegliato in me un piccolo moto di speranza quando Berlusconi aveva tentato di sorpassare camere e Quirinale ritenendo che la vita di un individuo valesse più della polvere istituzionale, se n’è risvegliato un altro ieri quando ha messo da parte la reticenza per la quale tutte le vacche devono essere bigie e ha detto che bisogna garantire la libertà religiosa di tutte le minoranze, scandendo “soprattutto quelle cristiane”. Ricordiamoci di essere cristiani, ricordiamoci di essere l’Italia, tappiamo con la croce il buco nel tricolore.

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