venerdì 25 marzo 2011

Niccolò Tommaseo, scrivo questa e poi non ti disturbo più. Da qualche parte hai scritto che è la pedanteria lo “schifoso male” d’Italia, e ciò vale per le leggi come per i costumi come per la maniera in cui il conduttore televisivo medio si rivolge al pubblico (non potevi saperlo ma l’hai agevolmente intuito) e soprattutto, sia chiaro, per i libri. Poiché non tutti sono consapevoli che da un seme di due parole possa spuntare un roveto di paratassi, oggi ricopio pari pari una illuminante paginetta inserita nell’introduzione alla tua biografia da Raffaele Ciampini, l’uomo che ha dedicato più tempo alla tua vita che alla propria. Scrive Ciampini, col dente avvelenato da un andazzo ben riconoscibile: “In Italia si ha ancora il culto, anzi la superstizione del libro illeggibile. Anzi, fra noi, i libri illeggibili, dico quelli d’argomento grave, i libri di storia e di critica, che amano chiamarsi scientifici, godono molto credito, anche e soprattutto perché sono illeggibili, e quindi ben pochi li leggono. La scienza, tra noi, deve essere ponderosa: tanto meglio se oscura. Gli italiani, che sono leggeri, tentano di nascondere questa loro poco lodevole qualità con la pesantezza opprimente dei loro libri cosiddetti scientifici. Si illudono in tal modo di essere gravi e profondi, e molte volte non sono che stupidi; la loro è una gravità grigia e opaca, una massiccezza vacua. Non oro schietto che splende, ma piombo che opprime. Ma io sono uno di quegli spiriti ingenui o forse bizzarri, che si ostinano a credere che una delle condizioni fondamentali, che devono presiedere alla composizione di un libro, è che il libro meriti di essere letto, sia per le cose che dice, sia per il modo come le dice. Se manca una di queste due condizioni, il libro è sbagliato”. Niccolò Tommaseo, quando Ciampini pubblicava queste parole era il 1945 e da allora il suo volumaccio non è più stato ristampato (l’editore Sansoni che fa? dorme?): leggerle mi ha confermato che la tua vita non è passata invano; doverle recuperare nei meandri di una biblioteca per l’impossibilità di vederle scintillare su carta nuova in una libreria mi ha confermato che gli anni dal 1946 a oggi probabilmente sì.

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