lunedì 14 giugno 2010

Fogazzareide, parte prima. Gli onomastici sono passati di moda: facendo un rapido calcolo di quanti si sono ricordati di farmi gli auguri i minori di quarant’anni sono una sparuta minoranza (i maggiori di sessanta invece si sprecano; dovrei preoccuparmi in vista del 13 giugno 2040). Ci sono feste più in voga e non sarei sorpreso, in giorno, di vedermi recapitare gli auguri per la liberazione, per l’anniversario della discussione del dottorato e per la notte di Halloween. Viene in mio soccorso e parziale consolazione il mio omonimo Fogazzaro, che non sarà Santo ma è Antonio abbastanza da scrivere che “la modernità è buona ma l’eterno è migliore”.

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