lunedì 23 agosto 2010

Consiglieri comunali di Oxford, che vi si rimpicciolisca l’uccello (e se siete femmine, pure). Non ho fatto in tempo a cambiare casa che subito ho trovato la vostra richiesta di novecento e rotte sterline di tasse municipali. In cambio, specificate, mi assicurerete servizi pubblici da capogiro. Io vivo qui da più di un anno ed è bastato per capire come funzionate: con le mie novecento sterline e rotte cosa farete? Ripulirete il centro dagli straccioni ubriachi, mazzolerete un po’ di adolescenti molesti? Farete passare i pullman secondo gli orari teorici? Manderete addirittura i bidoni per la raccolta differenziata che nella mia vecchia casa avevo richiesto a febbraio e che a luglio non erano arrivati ancora? None, specificate, fornendomi una ricca lista di servizi alternativi dei quali non mi può fregar di meno in quanto, essendo dipendente dell’università, usufruisco delle sue infrastrutture e non di quelle per i vostri concittadini deformi e ottusi. In compenso mi fate sapere che aggiungendo una piccola somma all’imposta comunale potrò ottenere l’asilo nido per mio figlio. Be’, figli non ne ho e se li avessi non avrei la minima intenzione di farli crescere in questo cesso di città: vivere a Oxford è il migliore anticoncezionale in circolazione. Consiglieri comunali di Oxford, io le novecento e rotte sterline ve le do; che vi vadano tutte in medicine e che siano medicine inutili.

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