giovedì 21 ottobre 2010

Facciamo un salto indietro: primavera 2008. Vivo in una città universitaria e tutti dicono: se vince Berlusconi è un vulnus per la democrazia. Ma io ribatto: se Berlusconi prende più voti vuol dire che è eletto democraticamente. Allora tutti insistono: ma Berlusconi è un monopolista delle comunicazioni, l’incarnazione del quarto, quinto e sesto potere a reti unificate. E io: sine, ma preferireste Murdoch? E tutti: ma a Berlusconi piace oltremodo la gnocca, come si fa a diventare presidente del Consiglio seri e compunti senza essere asessuati? Io: scusate ma la gnocca piace anche a me, e preferirei che ciò non mi precludesse l’elettorato passivo. Tutti: ma Berlusconi parla a voce troppo alta, dice cucù, fa le corna e sostiene che i tedeschi sono dei kapò. Io: perbacco, sembra proprio un italiano. Tutti: basta, quand’è così se vince Berlusconi noi ce ne andiamo dall’Italia e lasciamo che questo paese affondi nella propria melma. Io: va bene, tenetemi aggiornato e vengo a salutarvi in aeroporto. Ora, come molti di voi sapranno, Berlusconi ha vinto le elezioni del 2008 con ampia maggioranza. Com’è che tutti sono rimasti dov’erano e ho dovuto andarmene io?

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