venerdì 18 gennaio 2008

Il discorso del Papa (con tagli)

Ieri pomeriggio ho erroneamente assistito alla conferenza di un illustrissimo professore emerito. Dapprima ho temuto che morisse di vecchiaia prima della fine del suo discorso; poi ho temuto che, prima della fine del suo discorso, potessi morire di vecchiaia io. Purtroppo nessuno ha avuto l’idea di impedirgli di presentarsi e prendere la parola. I collettivi studenteschi, quando servono, non ci sono mai.

Se Il Foglio, con la grazia ironica e autoironica che gli è propria, giovedì ha avviluppato sé stesso in una sovra-prima pagina che presentava esclusivamente (e integralmente) il testo mai letto dal Papa – intitolandolo Discorso sui massimi sistemi – nello stesso giorno la Repubblica, con la goffaggine spocchiosa che dal suo fondatore s’è diramata giù giù fino all’infimo dei proti, s’è vantata in prima pagina di racchiudere il pontificale testo proibito salvo poi nasconderlo a pagina 12 (e vabbe’, prima c’era Mastella: ognuno ha le priorità che crede), e soprattutto presentarlo martoriato di un’infinità di puntini sospensivi fra parentesi: (…).

Come purtroppo sa chiunque detenga un’istruzione appena appena superiore, i puntini sospensivi fra parentesi indicano la sospensione della citazione, il vuoto pneumatico appositamente creato, la sottostima delle parole omesse e il travisamento del senso generale di un testo. Qualche anno fa, una compagnia di commedianti inglesi presentava in teatro L’Opera Omnia di Shakespeare (con tagli) – tagli necessari, visto che non poteva tenere in ostaggio il pubblico per più di una serata. Allo stesso modo la Repubblica, non potendo sottrarre spazio alla posta di Corrado Augias né alle inchieste di Concita De Gregorio, si è vista costretta a pubblicare il testo del Papa (testo che, mi limito a dirlo fra parentesi perché tanto so che di me non vi fidate, fa tremare le vene dei polsi per lucidità, profondità e perspicacia) (a differenza di molte inchieste di Concita De Gregorio, tanto per dire) – dicevo, la Repubblica s’è vista costretta a pubblicare il testo del Papa con tagli corposi e significativi. I puntini di sospensione fra parentesi sono diabolici, perché permettono di decalibrare il delicato equilibrio di un ragionamento e stravolgere il senso di un discorso. Se non ci credete, fingo di essere un redattore de la Repubblica e ripropongo di seguito il testo (pressoché) integrale del discorso pontificio:

Magnifico Rettore, autorità politiche e civili, (…) Papa Bonifacio VIII, (…) la vostra comunità accademica (…) guarda con simpatia e ammirazione (…) l’invito che mi è stato rivolto (…) a Ratisbona. (…) Nell’università “La Sapienza”, (…) l’università del Papa, (…) l’apostolo Pietro (…) è colui che, da un punto di vista di osservazione sopraelevato, (…) vive nel mondo (…) il suo eventuale degrado. Vediamo oggi con molta chiarezza come (…) il Papa, di fatto, non parlerebbe veramente in base alla ragione etica, ma (…) John Rawls (…) è da valorizzare come realtà (…) che custodisce in sé un tesoro (…) in stile quasi telegrafico con qualche osservazione. (…) Egli vuol sapere che cosa sia (…) Socrate (…), una guerra vicendevole (…) che, però (…) il dissolvimento della nebbia (…) sulla vera natura (…) faceva (…) riconoscere come parte della propria identità (…). Poteva (…) nascere l’università (…) della montagna e (…) Isaia (…) finisce per diventare triste. (…) Qual è (…) l’università medievale (…) che, secondo la comprensione di allora, era la quarta (…) e (…) forma (…) il diritto (…) all’essere buono dell’uomo? Jurgen Habermas, (…) che (…) annota (…) wahrheitssensibles Argumentationsverfahren. È detto bene, ma (…) io trovo significativo (…) Pilato (…), come fa Rawls, (…) nella ricerca del diritto alla libertà (…) rispetto a partiti e gruppi di interesse (…) a cui era affidata la ricerca sull’essere uomo nella sua (…) Facoltà (…). Così, a questo punto, neppure io posso offrire (…) una peculiare coppia di gemelli, (…) merito storico di San Tommaso d’Aquino, (…) accessibili nella loro integralità; (…) così il Cristianesimo, (…) come cosiddetta Facoltà degli Artisti, (…) deve vedere i suoi limiti (…) dal punto zero del soggetto pensante in modo isolato, ma sta (…) all’interno della fede e quindi non può presentarsi come (…) senso di Rawls, ma (…) ho solo parlato dell’università medievale, cercando tuttavia di (…) comprendere meglio (…) il pericolo del mondo occidentale (…) e (…) della struttura dell’università: (…) la filosofia (…). Che cosa ha da fare o da dire il Papa (…)? Mantenere desta (…) la storia della fede cristiana e (…) percepire (…) la via verso il futuro (…) dal Vaticano, il 17 gennaio 2008.

Sono state giornate convulse, le ultimissime, per cui è bene raccogliere le idee e ricapitolare tutto quanto con precisione. In questa circostanza vorrei dunque esprimere ufficialmente il mio pieno sostegno al Papa, a Mastella, alla moratoria sull’aborto, a Huckabee (HB), alla mamma di Berlusconi, al referendum elettorale, a Pato, ai panini con la porchetta, a Pippo Baudo, a Napoli, alle palline colorate, a Trinità dei Monti, alla Coppa Italia, a me medesimo, al calendario delle hostess Ryanair, alla concussione, ai Simpson, a Carla Bruni, a Fabio Capello, all’aeroporto di Heathrow, ai dvd della Gazzetta dello Sport, ai pasti regolari tre volte al giorno e a un congruo numero di ore di sonno.

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