lunedì 31 marzo 2008

Tranquilli, vinciamo

Come sapete, da qualche giorno è proibito pubblicare sondaggi elettorali. Ciò non toglie che si possano fare due conti sulla base di dati noti a chiunque voglia consultare il sito del Ministero dell'Interno, ossia quelli delle elezioni del 2006.

I politologi concordano sull'evenienza che in Italia si tende a votare sempre allo stesso modo; quest'anno, tuttavia, non solo si sono sfaldate le tradizionali coalizioni ma soprattutto quasi tutti i partiti sulla scena nel 2006 si sono rimescolati dando vita a un panorama politico che appare del tutto nuovo.

Appare e basta, tuttavia; in realtà è sempre lo stesso. Per prima cosa, i passaggi di voti da una coalizione all'altra ci sono già stati e sono stati quasi tutti dal centrosinistra al centrodestra, visto che il governo Prodi ha dato tanto cattiva prova di sé. Il centrodestra, invece, non può essere votato da meno persone dei fedelissimi che l'hanno tenuto a galla nel nero 2006. Piuttosto si tratta di ridefinire i rapporti interni alle singole ex coalizioni: ossia quanti voti si sposteranno dal Partito Democratico alla Sinistra Arcobaleno e viceversa, e quanti dal Popolo della Libertà all'Unione di Centro o a La Destra e viceversa.

Le proporzioni, tuttavia, resteranno presumibilmente invariate. Per questo i risultati delle elezioni del 2006 sono preziosi per intuire chi vincerà nel 2008.

Due anni fa la situazione era questa: Prodi e la coalizione di centrosinistra erano uniti e particolarmente forti, mentre Berlusconi aveva una coalizione sfaldata e al minimo dei consensi. Ragioniamo: il calcolo del trasferimento dei voti, pari pari, dai partiti del 2006 ai partiti del 2008 può illustrare il worst case scenario, il peggior scenario possibile: quello in cui i partiti di sinistra non perdono un voto e Berlusconi non ne guadagna nemmeno uno.

Male che debba andare, dunque, alla Camera i risultati delle prossime elezioni saranno questi:

Partito Democratico (Ulivo + metà Rosa nel Pugno) 32,57% 174 seggi
Italia dei Valori 2,30% 12 seggi
Coalizione WALTER VELTRONI 34,87% 186 seggi

Sinistra Arcobaleno (Rifondazione + Comunisti Italiani + Verdi)
Coalizione FAUSTO BERTINOTTI 10,22% 55 seggi

Partito Socialista (metà Rosa nel Pugno + I Socialisti + metà Dc/Nuovo Psi)
Coalizione ENRICO BOSELLI 1,98% 0 seggi

Popolo della Libertà (Forza Italia + Alleanza Nazionale + Pensionati + metà Dc/Nuovo Psi + Alternativa Sociale) 37,97% 303 seggi
Lega Nord 4,58% 37 seggi
Coalizione SILVIO BERLUSCONI 42,55% 340 seggi

Unione di Centro
Coalizione PIERFERDINANDO CASINI 6,76% 36 seggi

La Destra (Fiamma Tricolore+Destra Nazionale)
Coalizione DANIELA SANTANCHÈ 0,60% 0 seggi


Considerazioni a latere. Innanzitutto, ho tenuto presente esclusivamente l'Italia, con l'esclusione del seggio uninominale della Val d'Aosta e dei dodici seggi assegnati all'Estero, perché tali seggi sono ininfluenti ai fini del cospicuo premio di maggioranza. Questo significa che il numero di 340 deputati per Berlusconi è il minimo, e direi che è un minimo piuttosto tranquillizzante. Inoltre dalle note che ho messo fra parentesi va notato come abbia considerato la maggior stabilità possibile per ogni partito: cioè non ho considerato che Casini perderà i voti di Giovanardi (dall’Udc al Popolo della Libertà), Berlusconi perderà i voti di Storace (dal Popolo della libertà a La Destra), Veltroni perderà i voti di Mussi (dal Partito Democratico alla Sinistra Arcobaleno) e Bertinotti perderà i voti di Ferrando e Turigliatto (dalla Sinistra Arcobaleno ai vari Partiti Comunisti); queste variazioni, essendo in entrata e in uscita da tutti i principali partiti, dovrebbero concorrere ad annullarsi reciprocamente e soprattutto la loro incidenza non sarà tale da scompaginare le proporzioni consegnate dalle elezioni scorse. In particolare, se pure Berlusconi perderà verosimilmente dei voti in favore di Casini o soprattutto di Storace (il quale sicuramente conseguirà un risultato superiore dello 0,60% dato dalla somma pregressa delle forze neofasciste con l'esclusione della Mussolini che sostiene il Popolo della Libertà), l'emorragia sarà arginata dal travaso di consensi (brutalmente, da sinistra a destra) avvenuta nel corso dei due anni di malgoverno Prodi. Alla stessa maniera, l'aumento dei consensi per Berlusconi sarà ammortizzato dalla presumibilmente inferiore partecipazione al voto, il cui diminuire tradizionalmente favorisce i partiti di sinistra. Insomma, sui piatti della bilancia pro e contro si equivalgono per tutti.

In definitiva, basta leggere i dati del 2006 per capire che allo stato delle cose fra due settimane la coalizione che sostiene Berlusconi avrà circa sette punti di vantaggio su quella che sostiene Veltroni. Scommettiamo?

Domani vi fornisco i risultati del Senato. Vi assicuro che sono divertenti.

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