martedì 29 giugno 2010

Carloleveide, parte prima. Ormai sono rassegnato ma, caso mai dovessi tornare a vivere in Italia, che sia in una cittadina di provincia, non in un paese o in una metropoli. Vengo da un paese quindi so bene quello che è scritto a chiare lettere in Cristo si è fermato a Eboli: “In paese ci restano gli scarti, coloro che non sanno far nulla, difettosi del corpo, gli inetti, gli oziosi: la noia e l’avidità li rendono malvagi”. Almeno così era nel 1945; poi l’istruzione superiore si è diffusa a macchia d’olio e i figli dei paesani sono diventati universitari a Milano, a Roma e a Napoli diffondendovi la paesaneria su vasta scala. Ormai sono rassegnato ma, caso mai, che sia una cittadina di provincia e non un paese di un milione di abitanti.

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