lunedì 14 marzo 2011

Niccolò Tommaseo, quanta polvere sto soffiando via dai tuoi libri man mano che li scovo in biblioteca. Ad esempio, Scintille: l’agile volumetto di prose diverse che ho trovato in un’edizione abruzzese del 1916 e che già allora non veniva ripubblicato dalla primigenia edizione veneziana del 1841. Eppure ci si possono trovare indicazioni utili all’ammonimento delle giovani generazioni; eppure se l’avessi conosciuto prima non avrei passato tutta la scorsa settimana ad arrabattarmi per commentare prolissamente i dati di Almalaurea, soppesando le statistiche e spiegando perché laurearsi non conviene, né a interpretare ponderosamente l’ideale femminile dell’amore, che nella sua accezione più intrinseca non contempla l’esistenza concreta dell’uomo. Mi sarei limitato a copiare dal tuo volumetto una frase a doppio taglio: “La laurea, che dovrebb’essere dell’educazione un principio, è ad essi termine, come il matrimonio a certe fanciulle”.

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