giovedì 3 marzo 2011

Roberto Saviano, ma ti rendi conto di quanto scrivi male? L’introduzione al tuo libro feltrinellesco è un compendio di savianesimo urtante, con il ritmo della prosa spezzato a casaccio, i periodi brevi come se avessi il singhiozzo, la patetica anaforizzazione delle congiunzioni avversative e tutto ciò che un autore adolescente tenta di buttare sulla pagina pur di sembrare hard-boiled – dando alla lunga la sensazione di non essere più hard ma solo boiled. Roberto Saviano, ieri hai presentato il tuo libro feltrinellesco nella libreria dove fa il cassiere lo scrittore Francesco Savio: perché, tu che sei un paladino della giustizia e dell'equità, non hai chiesto di fare cambio? Roberto Saviano, oggi arriverai a Pavia per presentare il tuo libro in una Feltrinelli significativamente eretta dentro una chiesa sconsacrata ma purtroppo non sono più lì e non posso porgerti la domanda che mi volteggia in petto: dopo la raccolta di articoli per Mondadori e la raccolta di monologhi per Feltrinelli, quando ti deciderai a scrivere un libro vero? Guardati dall’uomo di un solo libro, diceva San Tommaso d’Aquino; si riferiva ai monolettori, figurati cos’avrebbe pensato dei monoscrittori.

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