giovedì 3 giugno 2010

Aldo Nove, che ti si accorcino i garretti. Me ne accorgo con sei anni di ritardo, ma in Milano non è Milano elogi lo slancio del Pirellone e critichi la legge fascista “che proibiva di costruire edifici che superassero in altezza la Madonnina del Duomo. La Madonnina è il simbolo della città e non può essere superato. Fa un po’ ridere. Come quando in televisione il presentatore rifiuta al suo fianco vallette più alte di lui, per non fare brutta figura”. Aldo Nove, che ti schiaffino su un letto di Procuste dove si viene accorciati non necessariamente dalle estremità: il tuo ragionamento è degno di un qualunque cardinal Martini, che s’interroga cogitabondo sulle possibili ragioni della pluridecennale decadenza di Milano senza dare l’unica risposta chiara e plausibile: Milano decade perché non si vede più la Madonnina, superata in altezza da progressivi e incontrollati istinti babelici. Aldo Nove, che un errore di stampa ti costringa a cambiare sulla copertina del prossimo libro il tuo pseudonimo in Aldo Otto, in Aldo Sette-e-mezzo.

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