lunedì 11 aprile 2011

Ma qui non s’incontra solo il ministro britannico dell’università (ieri sera di nuovo, fra parentesi; se continua così lo denunzierò per stalking): Oxford è piena di personaggi ragguardevoli. Ad esempio tutte le volte che sono nella deliziosa e silenziosa sala italiana della biblioteca del dipartimento di lingue e letterature straniere verso metà pomeriggio arriva immancabilmente un distinto signore, elegante, vestito di un solenne abito nero – tuttavia sempre lo stesso. Egli reca seco una busta di plastica rigida e multicolore del supermercato Sainsbury che non apre mai ma dentro la quale sembrano albergare tutti i suoi averi. Entra con fare wagneriano, posa la busta nella sala, sempre allo stesso posto d’angolo e guai se è occupato, ne esce con altrettanta fretta e fa non so cosa sul primo computer che trova disponibile; dopo di che, ma possono anche essere passate ore, si ricongiunge alla propria busta, la arraffa con l’aria di chi ha di meglio da fare e tutto concitato se ne esce dalla sala e dalla biblioteca. Altre volte arriva con una seconda busta, sempre di Sainsbury ma di plastica più scadente, arancione usa e getta. Si siede al solito posto, estrae dalla seconda busta un rotolo di carta igienica e ne strappa i fogli a tre o a quattro per volta; li arrotola per bene, se li infila nelle tasche del vestito nero e poi, quando il rotolo è finito, o torna al computer o se ne va. Chissà di cos’è ministro. Mi capita anche, sulla strada che conduce da casa mia al lavoro, di camminare dietro a una signorina che tiene la mia stessa identica velocità, ciò che le consente di mantenere un certo vantaggio costante visto che tende a partire più o meno dallo stesso punto un paio di minuti prima di me. Non l’ho mai vista in faccia ma posso studiarne i movimenti. Arriva un momento, mentre costeggiamo da un lato la ferrovia e dall’altro un prato, nel quale la signorina più o meno con riflesso pavloviano inizia a schiarirsi la gola, sempre più intensamente e rumorosamente – a discapito dei treni che passano alla nostra destra – finché non scatarra sul prato alla nostra sinistra. In ciò si riallaccia alla gloriosa tradizione dei vecchietti che passano sotto casa dei miei e, non sapendo come meglio impiegare la giornata, costellano il marciapiede di cinquecento lire autoprodotte; solo che io mi chiedo se per vedere qualcuno tentare il record europeo di lancio del muco sia valsa la pena di trasferirmi a Oxford o se invece tanto valeva restare a Gravina.

Nessun commento:

Posta un commento